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La tecnica
di distillazione a riflusso interno è realizzata con
un particolare tipo di colonna che realizza lo scambio di massa
e lo scambio termico, necessari per frazionare i vapori misti
generati all'ebollizione da una miscela liquida a più
componenti, in un'apparecchiatura costituita da un insieme di
serpentini alettati disposti verticalmente e percorsi internamente
da un fluido refrigerante. Lo scambio termico indiretto così
realizzato, usufruendo di una superficie specifica di circa
500 m2/m3, è associato ad uno scambio di materia estremamente
efficiente, anche favorito dal fatto che tale superficie risulta
perfettamente bagnata in ogni suo punto. La
tecnologia (brevetto USA 5296103 e brevetto Europeo 92107868.9)
si è rivelata particolarmente efficace nella distillazione
batch di composti dove è richiesta un'ottima qualità
del distillato, come pure nel recupero di solventi da miscele
di particolare complessità, per le quali le altre tecniche
disponibili risultano inadeguate o conducono a recuperi economicamente
non convenienti.
È possibile condurre
il processo di recupero operando con le varie modalità
note, adottando volta per volta la più conveniente
in funzione della miscela da trattare e delle specifiche di
qualità da rispettare:
· distillazione a pressione
inferiore, uguale o superiore all'atmosferica
· distillazione in alto vuoto
· distillazione azeotropica
· distillazione estrattiva
· anidrificazione per distillazione e separazione di
fase.
In ciascuno dei processi elencati
è possibile frazionare con riflusso interno variabile
o con riflusso interno costante, secondo convenienza da valutare
caso per caso.
La configurazione dell'impianto
e la metodica di recupero sono stabilite in funzione delle
caratteristiche e delle quantità delle miscele da trattare
e delle specifiche di qualità stabilite per i prodotti
distillati.
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DESCRIZIONE
DELPROCESSO POLARIS
La miscela di più prodotti
da trattare viene caricata nella caldaia T-01 e alimentata,
tramite la pompa P-01, al ribollitore E-01, dove viene riscaldata
con vapore in controllo di portata.
All'ebollizione della miscela, i vapori misti che si sviluppano
attraversano la colonna a riflusso interno C-01, dove vengono
parzialmente condensati, per scambio termico indiretto, dal
fluido refrigerante, usualmente acqua, che attraversa i serpentini
interni ad una portata controllata. |
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Schema
semplificato |
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Tale
condensazione parziale, che avviene su tutta la superficie
della colonna, stabilisce degli equilibri dinamici e continui
tra i componenti condensati e quelli in fase vapore che si
trovano a varie altezze nella colonna, secondo un gradiente
controllato di temperatura e di composizione. Si regola la
portata del fluido refrigerante in modo da ottenere la condensazione
preferenziale dei componenti meno volatili, che rifluiscono
verso il basso della colonna, rispetto al più volatile,
che resta in fase vapore fino all'uscita dalla colonna. A
tale scopo s'impiega un sistema di regolazione ad alta precisione
e sensibilità, settato alla temperatura di ebollizione
del componente più volatile. Si ottiene così
che il vapore che esce dalla testa colonna sia costituito
solo da tale componente, che può pertanto essere condensato
e inviato quantitativamente al serbatoio del prodotto recuperato
perché a specifica.
Nelle colonne convenzionali
la ricondensazione dei componenti meno volatili, per ottenere
il frazionamento, è invece ottenuta mediante la re-immissione,
o riflusso, alla sommità della colonna, di quantità
bilanciate del componente più volatile uscito e condensato
in eccesso all'esterno della colonna e solo parzialmente inviato
a recupero.
I vapori di distillato sono
condensati nel condensatore E-02, e sottoraffreddati nel refrigerante
E-03 prima di essere introdotti nel serbatoio di stoccaggio.
Il sistema di controllo seleziona e accetta solo il prodotto
a specifica.
In successione temporale, alzandosi
in caldaia e in colonna il profilo di temperatura, il processo
di separazione sopra descritto prosegue fino ad esaurimento
in caldaia della frazione più volatile, fino ad arrestarsi
automaticamente, per essere poi ripreso e ripetuto per ogni
frazione successiva, sempre meno volatile, modificando volta
per volta la temperatura alla quale la distillazione deve
essere controllata.
Nel caso di distillazione azeotropica,
le frazioni distillate sono inviate al separatore di fase
S-01, e da qui ai serbatoi di raccolta accessori per continuare
il processo di separazione fino all'ottenimento dei prodotti
a specifica.
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VANTAGGI
DELLA TECNOLOGIA
- Il funzionamento
a regime della colonna a riflusso interno si realizza istantaneamente
non appena i vapori raggiungono la sommità della colonna,
il che avviene solitamente entro pochi minuti. Nelle colonne
convenzionali, tutte a riflusso esterno, la fase di messa
a regime richiede tempi lunghi, molto spesso ore, solo per
portare a specifica quantità apprezzabili di prodotto,
fino a quel momento totalmente riflussato, e iniziare il prelievo.
Il vantaggio sopra descritto risulta ancor più evidente
quando le specifiche di qualità dei prodotti recuperati
siano particolarmente rigorose, come nell'industria farmaceutica. |
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Impianto
multipurpose recupero solventi - 20 t/d
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- Nella
pratica industriale si presentano casi di varia complessità
riconducibili alle interazioni e all'affinità di comportamento
chimico-fisico tra i composti presenti: quanto più questa
è accentuata, tanto più è difficile separarli,
anche quando essi sono presenti in quantità minoritaria. |
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Si producono così quantità significative di
prodotti fuori specifica (teste e code) che devono essere
scartati o rilavorati, riducendo la resa di recupero o la
capacità dell'unità di distillazione, e aumentando
i costi del recupero.
La tecnologia Polaris minimizza le teste e le code. Il circuito
del distillato non ha punti morti o punti di accumulo di frazioni
distillate in grado di contaminare la frazione successiva
(quali condensatore esterno, accumulatore di riflusso, distributore
in colonna, piatti nella colonna, circuito di riflusso, ecc.).
Questo già permette di limitare al massimo le fasi
transitorie da un prodotto a un altro, e di migliorare le
rese di recupero.
Inoltre, quando ogni prodotto viene esaurito dalla miscela
di partenza, viene effettuato un ciclo di pulizia con vapore
introdotto all'interno dei serpentini, della durata di circa
30 minuti, che permette di rimuovere le code del prodotto
contaminate dalla presenza delle teste del successivo. Queste
piccole frazioni allo stato liquido, aderenti alla superficie
della colonna, sono in parte drenate e raccolte liquide, in
parte vaporizzate e poi ricondensate, e comunque raccolte
separatamente dai prodotti a specifica.
Le frazioni da scartare o da rilavorare risultano così
ridotte a una minima percentuale, anche inferiore al 5 % rispetto
a tutte le altre tecnologie di distillazione esistenti.
Grazie a questo sistema di "cleaning
in place", senza produzione di acque reflue, risulta
più agevole la validazione dell'impianto sia da parte
delle funzioni interne di Quality Assurance che di organismi
di controllo esterni. Ciò è di particolare importanza
nel caso dell'industria chimico-farmaceutica.
- Per le caratteristiche costruttive
e funzionali sopra evidenziate si può comprendere che,
con la colonna a riflusso interno, è possibile ottenere
la separazione selettiva di componenti di miscele estremamente
complesse di composti con caratteristiche chimico-fisiche
affini altrimenti non separabili se non per via cromatografica.
Risultati sorprendenti sono stati ottenuti frazionando grappe
di origine vitivinicola, miscele di decine di composti affini,
in numerose sotto-frazioni, ciascuna caratterizzata da una
profumazione caratteristica riconducibile al componente aromatico
dominante. In prospettiva, ciò consente la rimozione
di componenti non graditi perché tossici o perché
dannosi alla formazione del bouquet desiderato.
- Posta sulla testa di un reattore
per sintesi organiche, la colonna, anche se di altezza contenuta,
poiché caratterizzata da un'elevata efficienza di frazionamento,
è in grado di frazionare i vapori di solvente, anche
sotto vuoto e in corso di reazione, rimovendoli quantitativamente
in successione in base alla loro volatilità, e lasciando
nel reattore solo i solventi richiesti dalla funzionalità
del processo per rendere possibile la fase di processo successiva.
Ciò non può invece essere ottenuto con un semplice
condensatore a ricadere, dotato di una capacità minima
di frazionamento, pari al massimo ad un piatto teorico. A
titolo d'esempio, si può citare l'allontanamento selettivo
e quantitativo di un solvente dal mezzo di reazione lasciando
integro il quantitativo di acqua o di altro solvente presente
nel reattore, per facilitare la cristallizzazione del prodotto
o per poter introdurre un diverso solvente e proseguire il
processo di sintesi senza cambio di reattori o operazioni
di separazione altrimenti non necessarie. In vari casi si
sono ottenuti significativi incrementi di resa, di qualità
e di capacità produttiva.
- La colonna Polaris può
ridurre i costi di smaltimento di miscele esauste di solventi
non suscettibili di un recupero economicamente giustificato.
A tale scopo l'impianto:
· separa i solventi dall'acqua, originando miscele
collocabili sul mercato;
· separa acqua con COD inferiore al limite di legge
per poterla scaricare in fognatura o in acque superficiali;
· minimizza la frazione residua irrecuperata da inviare
a smaltimento presso terzi.
- Il liquido refrigerante che
scorre nelle serpentine di tubo alettato esce ad una temperatura
molto vicina a quella della miscela che bolle in caldaia,
quindi a un livello termico interessante che spesso ne consente
il recupero energetico. Il recupero è relativo alla
quota più significativa del calore fornito alla colonna
per effettuare la distillazione della miscela, mentre di più
modesta entità è il calore che si perde nel
condensare il prodotto ottenuto. Al contrario, soprattutto
nelle distillazioni batch, il recupero energetico nelle colonne
convenzionali non risulta solitamente fattibile o conveniente
perché il livello termico è troppo basso.
- Utilizzando come liquidi refrigeranti
criogenici (salamoia, freon, azoto liquido) nelle serpentine
e nel condensatore è possibile frazionare una miscela
di diversi gas liquefatti o non, anche separandoli quantitativamente
dagli incondensabili eventualmente presenti. |
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L'IMPIANTO
POLARIS L'impianto
Polaris si presenta come un'unità di rettifica multiuso
adatta per recuperare solventi da varie miscele (acque madri
dai vari processi di sintesi, centrifugazione, essiccamento
ecc.), semplice nel funzionamento e flessibile nella gestione.
L'unità, nella sua forma più completa, è
costituita dalla caldaia, dal ribollitore, dalla colonna di
rettifica, da uno o due condensatori, da un separatore del
tipo "a fiorentina", da una pompa da vuoto, dalla
strumentazione e dal sistema di controllo di tutte le fasi
del processo. L'impianto, montato su struttura, è fornito
come unità "package" pronta a funzionare
una volta effettuati i necessari collegamenti alle reti di
utilities e di |
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processo
e ai serbatoi di quarantena e di stoccaggio dello stabilimento
del cliente. Possono essere forniti, ad integrazione, altri
accessori per effettuare processi combinati di recupero, quale
ad esempio l'estrazione liquido-liquido preliminare alla separazione
per distillazione. |
Impianto
recupero solventi da acque reflue in fase di installazione
- size 10 t/d |
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Polaris
effettua studi di processo e ottimizzazioni preliminari per
individuare e proporre al cliente i metodi più idonei
per recuperare con le più alte rese e la migliore qualità
i solventi o i prodotti contenuti nelle miscele. |
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Impianto multipurpose recupero
solventi 60 T/d |
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Polaris Srl - R1.0 - June 2005 |
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